Noi, produttori di CO2

Clorofluorocarburi

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Nome
Clorofluorocarburi e altri gas fluorurati ad effetto serra
Formula chimica
CFC
Fonti naturali
Nessuna (sono gas che non esistono in natura ma sono stati sviluppati dall'uomo a fini industriali)
Fonti antropiche
Propellenti negli spray (vernici, cosmetici); refrigeranti nei frigoriferi e negli impianti di condizionamento dell'aria; agenti schiumogeni nella produzione di imballaggi (polistirolo espanso usato come isolante termico per esempio nelle cassette per trasportare il pesce, i latticini, i gelati; resine poliuretaniche espanse usate per imbottiture e cuscini); manifattura dell'alluminio; industria elettronica; alcuni tipi di estintori; solventi chimici per la pulitura a secco
Importanza per effetto serra
La loro concentrazione in atmosfera è molto bassa ma il loro potenziale di riscaldamento globale (GWP) è da 3.000 a 24.000 volte superiore a quello della CO2
Particolarità
I CFC sono dannosi per l'assottigliamento dello strato di ozono stratosferico utile a filtrare i raggi ultravioletti che provengono dal sole sulla Terra. Proprio per questo motivo nel 1987 venne firmato a Montreal un protocollo in cui 23 paesi, tra cui l'Italia, si impegnavano a ridurre del 30% entro il 1999 il consumo di CFC. I CFC sono stati in gran parte sostituiti da altri gas fluorurati (principalmente idroclorofluorocarburi HCFC), che sono meno dannosi per l'ozono ma sono comunque gas serra poiché assorbono la radiazione infrarossa riflessa dalla superficie della Terra
Curiosità
Nel mondo esistono ancora tonnellate di CFC (in Italia circa 10 milioni) presenti nei frigoriferi e nei diversi materiali che ne facevano uso e tale quantità di CFC si libererà nell'ambiente man mano che questi oggetti andranno fuori uso