...e ora cosa possiamo fare?

Cosa è Il Protocollo di Kyoto?

Il Protocollo di Kyoto è un trattato internazionale che, tentando di conciliare gli interessi dell'ambiente con quelli dell'economia, ha l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra in atmosfera per contrastare i cambiamenti climatici in corso. Esso è stato sottoscritto l'11 dicembre 1997 nella città giapponese di Ky?to da più di 160 paesi in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Il trattato è entrato in vigore il 16 febbraio 2005, dopo la ratifica anche da parte della Russia e attualmente è sottoscritto da 169 nazioni. Gli Stati Uniti pur essendo responsabili di circa un terzo delle emissioni mondiali di gas serra, dopo averlo inizialmente firmato, si sono poi rifiutati di ratificare il trattato.

Il Protocollo di Kyoto prevede impegni di riduzione differenziati da paese a paese

Il Protocollo di Kyoto, sulla base del principio della responsabilità comune ma differenziata, impegna i Paesi industrializzati e quelli ad economia in transizione (i Paesi dell'Est europeo) ad una diminuzione complessiva di almeno il 5,2% delle emissioni globali di origine antropica dei principali gas ad effetto serra nel periodo di adempimento 2008-2012. Tale riduzione è da considerarsi rispetto ai valori del 1990 per anidride carbonica, metano e protossido di azoto e rispetto ai valori del 1995 per fluorocarburi idrati, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo (gas questi ultimi che, essendo lesivi dell'ozono stratosferico, rientrano nel Protocollo di Montreal del 1987). I Paesi soggetti a queste direttive sono 39, tra cui i principali sono i Paesi europei (con l'inclusione di quelli dell'area orientale), il Giappone, la Russia, gli USA, il Canada, l'Australia e la Nuova Zelanda. La riduzione complessiva del 5,2% non è uguale per tutti i paesi: per i Paesi membri della UE la riduzione complessiva è pari all'8%, per gli USA al 7%, per il Giappone al 6%.

Strumenti del Protocollo

Per il raggiungimento degli obiettivi, il Protocollo propone:

1) Provvedimenti locali
una serie di provvedimenti locali quali il miglioramento dell'efficienza energetica, la promozione di forme di agricoltura sostenibile e lo sviluppo di fonti di energia rinnovabili e auspica la cooperazione tra le parti contraenti e lo scambio di informazioni ed esperienze.
2) Strumenti economici
per mezzo di alcuni meccanismi economici (detti meccanismi di Kyoto o meccanismi flessibili) è possibile, senza ripercussioni sul conseguimento dell'obiettivo ambientale, abbattere le emissioni dove più conveniente dal punto di vista economico. I principali meccanismi flessibili sono:
International Emission Trading (IET)
permette a uno stato o a un'azienda che riduce le proprie emissioni in misura maggiore rispetto al target imposto, di vendere tale surplus ad altri Paesi soggetti a vincolo di emissione
Joint Impletation (JI)
permette alle imprese dei paesi con vincoli di emissione di sviluppare progetti mirati alla riduzione delle emissioni in altri paesi anch'essi soggetti alle prescrizioni di riduzione delle emissioni
Clean Development Mechanism (CDM)
permette alle imprese dei Paesi industrializzati (con vincoli di emissione) di realizzare progetti che mirano alla riduzione delle emissioni di gas serra nei Paesi in Via di Sviluppo senza vincoli di emissione. Obiettivo principale di questo meccanismo è la possibilità di accesso alle tecnologie pulite per i Paesi in Via di Sviluppo, avviati a strategie orientate allo sviluppo sostenibile; per i Paesi sviluppati permette l'abbattimento delle emissioni dove più conveniente a livello economico, con la conseguente riduzione dei costi per l'adempimento delle prescrizioni del Protocollo.

L'Italia deve ridurre le sue emissioni di quasi il 20%!

L'Italia ha ratificato il Protocollo di Kyoto il 1 giugno 2002. All'interno dell'Unione Europea, che si è prefissa un obiettivo di riduzione della CO2 dell'8%, per l'Italia l'obiettivo si traduce in un impegno di riduzione del 6,5% delle emissioni rispetto ai livelli del 1990. Tale obiettivo sembra abbastanza ambizioso: dal 1990 ad oggi le emissioni italiane di gas serra sono già notevolmente aumentate (vedi tabella 1) e, senza l'applicazione immediata di politiche e misure nazionali, sono destinate a crescere ancora.

emissioni di gas serra per l'Italia

TABELLA 1: Emissioni di gas serra per l'Italia. I valori di emissione sono espressi in MtCO2eq