...e ora cosa possiamo fare?
Mangiamo...sostenibile
Anche le nostre scelte alimentari possono influire sui cambiamenti climatici. Per limitare le emissioni di gas serra è utile:
- Consumare prodotti locali e di stagione
- Consumare prodotti locali (che non devono arrivare, magari in aereo, da lontano) e di stagione è un modo per limitare le emissioni di gas serra legate alla produzione e distribuzione del cibo (vedi figura 1).
FIGURA 1: Negli ultimi anni
si stanno diffondendo nuovi modi più consapevoli di fare
la spesa: dall'acquisto diretto dal produttore ai Gruppi di Acquisto
Solidale. Sono modi per scegliere prodotti locali e di cui si
può conoscere il modo di produzione.
- Scegliere alimenti con pochi imballaggi
- Gli imballaggi richiedono energia sia per essere prodotti che per essere smaltiti: usarne meno permette di risparmiare emissioni di gas serra dovuti alla produzione di energia e allo smaltimento in discarica.
- Mangiare meno carne
- In Italia in media si consumano 250 g di carne ogni giorno che corrispondono a 90 kg all'anno: decisamente molti di più di quelli consigliati dall'Istituto Nazionale della Nutrizione per mantenersi in buona salute! Infatti, come mostrato in tabella (vedi tabella 1), i LARN consigliano un consumo di proteine, in dipendenza del sesso e dell'età, tra i 50 e i 70 g al giorno e tale consumo andrebbe diviso tra carne, pesce, uova, salumi e legumi! La produzione di carne è una fonte considerevole di gas serra (300 g di metano per ogni chilo di carne prodotta). Quindi, mangiare meno carne è meglio, oltre che per la propria salute, anche per il clima!
TABELLA 1: Livelli di Assunzione
Raccomandati di Nutrienti (LARN) per la popolazione italiana.
Per diminuire i gas serra prodotti da allevamenti e coltivazioni, è anche importante che agricoltori e allevatori facciano in modo di:
- Captare e utilizzare il metano emesso dal letame
- Il metano emesso dal letame può essere captato e utilizzato
per la combustione in caldaie da riscaldamento o nei motori a scoppio.
L'utilizzo del biogas ha due vantaggi principali:
- il metano (che ha un potenziale di riscaldamento globale 21 volte maggiore della CO2) durante la combustione si degrada in acqua e anidride carbonica. La sua captazione e combustione, quindi, ne impedisce la diffusione in atmosfera a favore di emissioni di CO2 con minor potenziale di riscaldamento globale;
- l'anidride carbonica prodotta dalla combustione del metano presente nel biogas è la stessa che è stata fissata dalle piante (o assunta dagli animali in maniera indiretta tramite le piante) e, quindi, permette di pareggiare il bilancio dell'anidride carbonica (al contrario di quanto avviene per la CO2 emessa ex-novo dalla combustione dei carburanti fossili).
- Adottare particolari metodi di coltivazione
- Ad esempio, il riso può essere coltivato con metodi che producono
minori emissioni di metano e limitando l'uso di fertilizzanti, con
il triplice effetto di ridurre la quantità di protossido d'azoto
emesso nell'atmosfera, diminuire le spese per la coltivazione e abbassare
il rischio di degrado ambientale. A tal fine la FAO promuove l'agricoltura
conservativa che limita l'emissione di gas serra in due modi:
- utilizza le piante per coprire il suolo durante tutto l'anno, e questa copertura extra del terreno contribuisce all'assorbimento dell'anidride carbonica;
- riduce la necessità dell'uso di prodotti azotati.